Emma Schweinberger Gismondi, figura di spicco nel panorama del design industriale italiano del Novecento, incarna perfettamente l'estetica innovativa e pop della Space Age. Nata a Cologno Veneta nel 1934 e storicamente legata al marchio Artemide fin dai suoi esordi, la designer si distingue per una maestria unica nel modellare i materiali plastici resi celebri durante il boom economico degli anni Sessanta. Le sue creazioni presentano forme geometriche morbide, angoli smussati e strutture monoblocco realizzate prevalentemente in resine sintetiche come l'ABS, declinate in palette cromatiche vivaci come il rosso, l'arancione, il nero e il bianco. Tra i suoi capolavori funzionali risalta il celebre portaombrelli Dedalo del 1966, caratterizzato da un volume cilindrico compatto traforato da incavi che accolgono gli ombrelli con estrema pulizia formale, affiancato dall'altrettanto iconico portapenne Dedalino, che riduce la medesima intuizione geometrica alla scala da scrivania. Il suo linguaggio visivo si estende anche all'arredamento con pezzi modulari e multifunzionali come i tavolini sovrapponibili Giano e Ara o le lampade Chi e Aminta, dove il rigore strutturale incontra un'eleganza ludica e senza tempo che trasforma oggetti quotidiani in vere e proprie sculture d'uso.
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